Cosa fa il fisioterapista?

Continuiamo con il parallelo Fisioterapia / Ristorante.

Se figura fondamentale in un ristorante è il cuoco, primo responsabile delle portate che vengono servite ai tavoli, che si forma alla Scuola Alberghiera o con appositi corsi di Specializzazione per destreggiarsi nei tanti piatti della tradizione nazionale /o internazionale, in un reparto di Fisioterapia il motore è il Fisioterapista, possessore di un titolo di Laurea Sanitaria (dottore in Fisioterapia) che deve saper coniugare in modo efficace, conoscenze scientifiche (studio delle metodiche riabilitative), conoscenze tecnologiche (utilizzo delle tecniche più moderne ed efficaci) e rapporto proficuo con ogni singolo paziente (aspetto psicologico/fiduciario durante il processo riabilitativo)

Secondo la definizione del Ministero della Salute, è quella figura professionale dell’area sanitaria che:  in autonomia o in equipe decide per il trattamento riabilitativo.

Il cuoco sarà invece chiamato a dimostrare le proprie capacità attingendo prima alla formazione scolastica, poi a quella acquisita negli anni con i corsi di specializzazione e al servizio di colleghi più esperti, per giungere in fine a coniugare conoscenza, innovazione e intuizione per creare, proprio come il fisioterapista, la propria professionalità da mettere al servizio dei propri clienti/pazienti.

Un cuoco deve saper cucinare per tutti i palati, carne o pesce, primi o dessert, anche se poi nel corso di una carriera troverà una collocazione/specializzazione che lo porterà ad essere di riferimento soprattutto per alcuni piatti.

Il fisioterapista approfondirà a sua volta la sua esperienza nei disturbi osteo muscolo scheletrici, piuttosto che neurologici. Avrà la possibilità di dedicarsi in modo più specifico a fasce anagrafiche differenti, bambini, adulti o anziani, e di diversa tipologia d’attività: sedentari o sportivi. Utilizzerà specifiche tecniche di terapia manuale e perfezionerà l’uso di metodiche e apparecchiature. Anche in questo caso, quindi, potrà costruirsi una specifica nicchia di competenza e di referenziabilità.

Facciamo alcuni esempi:

  • Recupero funzionale distrettuale. Es recupero del movimento dopo chirurgia locale o trauma
  • Recupero funzionale più generale. Es. recupero del movimento della colonna rigida o instabile
  • Recupero funzionale del gesto quotidiano o sportivo. Es. traumi articolari o da movimenti ripetuti
  • Recupero muscolare a seguito di immobilizzazione. Es. allettamento post trauma o post-chirurgico
  • Recupero funzionale dell’apparato cardiovascolare e respiratorio. Es. post infarto e deficit polmonari
  • Terapie Antinfiammatorie. Es. sofferenze muscolari, tendinee, capsulari o articolari
  • Recupero posturale e del movimento. Es. scoliosi, iper o ipo cifosi, recupero del cammino e della corsa
  • Dinamizzazione delle retrazioni muscolo tendinee a seguito di sofferenze neurali centrali o periferiche
  • Ottimizzazione del cammino e minimizzazione del deficit in ambito neurologico

 

Questi sono solo alcuni semplici piatti, ops, esempi di quelle che sono le competenze di un fisioterapista.

Come in tutte le professioni ci sono rappresentati di tutti i livelli e capacità, cuochi o fisio che siano.

Due condimenti non devono però essere mai dimenticati: passione e amore per quello che si fa per gli altri, una ricetta vincente su tutte le tavole e lettini!

Photo by Stefan C. Asafti on Unsplash 

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