
Milano-Sanremo 2026: perché il ciclista amatoriale “sente” collo, schiena e mani (anche senza cadere)
Sabato 21 marzo 2026 torna la Milano-Sanremo. Per chi pedala nel weekend, è un ottimo pretesto per capire i disturbi più comuni in bici: cervicale, lombare e formicolii alle mani.
La Milano-Sanremo è la “Classicissima di primavera” e nel 2026 si corre sabato 21 marzo. Per molti, anche se non c’è in programma di percorrere i 298 km fino a Via Roma, il periodo accende la voglia di aumentare l’allenamento in bici: più uscite, più ore in sella, più carico su zone che spesso protestano in silenzio… finché smettono di farlo.
Il punto non è la bici (anche se è importante per chi fa molta strada farsi regolare la posizione in sella da uno specialista): è la posizione che si mantiene e il gesto che si ripete.
In bici, alcune richieste diventano continue:
- il collo spesso resta in estensione per guardare avanti
- le mani sostengono parte del peso e subiscono vibrazioni
- la schiena mantiene una posizione flessa prolungata
- le gambe, il primo ammortizzatore della schiena, sono poco efficaci perché sono impegnate nella propulsione
- anche il bacino e le anche entrano nel gioco dell’efficienza
Il corpo può adattarsi bene, ma quando il carico aumenta rapidamente o la distribuzione dei carichi non è ottimale, compaiono i disturbi tipici: cervicalgia, dolore dorsale/lombare, intorpidimento di mani o dita.
Non è raro: è “frequente”
La letteratura sugli sportivi e sui ciclisti mostra che collo e schiena sono tra le aree più colpite dai disturbi muscoloscheletrici legati all’attività. Anche senza parlare di traumi, si tratta spesso di sovraccarichi e posture prolungate.
Quando il campanello d’allarme sono le mani
Formicolii e intorpidimenti alle mani in bici vengono spesso attribuiti solo all’appoggio sul manubrio. In molti casi è vero che l’appoggio e le vibrazioni contano, ma la catena può essere più lunga: spalla, scapola, collo e vie nervose possono contribuire a un sintomo che “arriva” fino alle dita.
Il ruolo della fisioterapia: leggere la catena, non solo il sintomo
In un percorso fisioterapico la domanda non è soltanto “dove fa male”, ma “perché qui e perché adesso”. Per chi va in bici, la valutazione può includere l’osservazione della qualità del movimento, il comportamento di collo e scapole, la tolleranza dei tessuti al carico e, quando serve, l’appoggio del piede e la catena fino al ginocchio/anca.
In base al caso, possono essere coinvolti trattamenti presenti in Area Fisio come il Kinesio Taping (supporto propriocettivo e strategico nel percorso), le tecnologie per dolore/infiammazione come Tecar SIN, Thermoshock e FisioTone e, quando l’appoggio diventa parte della strategia, l’allenamento della propriocezione da seduti con Delos e anche la qualità dell’appoggio plantare con i Plantari Formthotics.
La Milano-Sanremo è una festa del ciclismo. Per chi pedala per passione, può diventare anche un momento utile per rimettere a posto i tasselli: comfort, funzione e carico. Se collo, schiena o mani stanno limitando le tue uscite, in Area Fisio possiamo inquadrare il problema e impostare un percorso costruito su di te, non su una “soluzione standard”.
A cura di Dario Villa.