Buoni propositi, schiena vera: perché muoversi bene batte il riposo

A gennaio si ritorna in palestra, a camminare e a pensare in modo convinto “mi rimetto in forma”. Ma se comincia fa male la schiena, la tentazione è spesso quella di fermarsi. Spoiler: spesso è l’opposto di ciò che serve. Ecco come riprendere a muoverti con giudizio e criterio, senza inutili atti di eroismo e sacrificio.

 

Mal di schiena: perché “fermarsi” spesso non aiuta

Quando arriva la lombalgia (o un dolore nella zona dorsale/cervicale), è normale pensare: “Devo stare fermo finché passa”. Il punto è che la schiena è fatta per muoversi: muscoli, articolazioni e tessuti si “spengono” in fretta se li metti in pausa totale.

Le raccomandazioni cliniche moderne, sia per il dolore acuto sia per quello che tende a ripresentarsi, vanno spesso nella stessa direzione: riposo attivo ed esercizio terapeutico, sono parte imprescindibile nel processo di recupero.

 

Ok muoversi… ma “quanto” e “come”?

Qui entrano in gioco due parole magiche: presa di coscienza e dosaggio.

Un modo pratico (e facile da spiegare anche a chi non ama le regole) è usare una scala 0–10 del dolore:

  • 0–3/10: vai sereno, è il range “ok, ci sta”.
  • 4–5/10: puoi muoverti, ma riduci ampiezza, velocità, carico e durata.
  • 6+/10: stop al gesto che lo scatena, cambia attività o vai a farti valutare.

 

Obiettivo: mantenere movimento e fiducia, senza “accendere” troppo il sintomo.

 

3 errori tipici di gennaio (e come evitarli)

1) “Sono stato fermo, allora riparto forte”
Ripartire a mille è il modo più rapido per trasformare un fastidio in una settimana buttata. Meglio: progressione (aumenti piccoli, regolari e allenamenti a giorni alterni).

2) “Aspetto che sparisca del tutto”
Aspettare lo “zero dolore” spesso allunga i tempi. Meglio: riprendi con attività che non peggiorano e incrementa gradualmente.

3) “Faccio stretching a caso e passa”
Lo stretching può aiutare a decontrarre i muscoli ma mentre lo fai stressi anche il sistema nervoso periferico. Meglio: mobilità + attivazione + cammino (anche breve).

 

Una mini-routine da 10 minuti “anti-schiena rigida”

Da fare 4–6 giorni a settimana (anche in salotto).

  1. Camminata sul posto 2 minuti (o 200–300 metri se sei fuori)
  2. Movimento del Gatto  (mobilità colonna) 8 ripetizioni lente
  3. Basculamento del bacino da seduti (movimento di rotolamento dei glutei) 8 ripetizioni
  4. Ponte glutei 8–10 ripetizioni
  5. Retroversione con movimenti degli arti – 6 ripetizioni per lato
  6. Cammina 3 minuti a passo tranquillo

Se non sai esattamente come fare un esercizio: meglio farlo vedere una volta dal fisioterapista che “inventarselo”. (Risparmi tempo e dolore.)

 

Quando è meglio farsi vedere (senza aspettare)

Ci sono situazioni in cui è prudente una valutazione rapida, ad esempio:

  • dolore che peggiora di giorno in giorno,
  • formicolii importanti o perdita di forza,
  • dolore dopo un trauma,
  • dolore notturno “strano” o sintomi sistemici (febbre, malessere).

 

Come si lavora in Area Fisio con la schiena

Nell’area dedicata alla colonna, l’idea non è “faccio una cosa e basta”, ma costruire un percorso: valutazione, obiettivo, progressione.

A seconda del caso, possono essere utili:

  • terapia manuale + esercizio guidato,
  • supporto con terapie fisiche per ridurre dolore/infiammazione e permettere di muoversi meglio (quando indicato), come Tecar, Tecar SIN, Thermoshock o Fisiotone.
  • lavoro su controllo e stabilità (anche posturale) se serve con pedana propriocettiva e Delos.

 

 

Se a gennaio senti che “la schiena ti frena”, non serve scegliere tra immobilità totale e ripartenza kamikaze. Serve un piano semplice e progressivo.
Se vuoi, prenota una valutazione: impostiamo insieme cosa fare, cosa evitare e come tornare attivo con tranquillità.

A cura di Dario Villa.

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