Milano-Cortina 2026 è iniziata: 5 abitudini “da Olimpiadi” che puoi copiare subito (anche se fai sport la domenica)

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 sono partite il 6 febbraio: spettacolo, emozione… e una lezione concreta. Ecco 5 abitudini “da atleta” che aiutano davvero a prevenire infortuni e a recuperare meglio, anche nello sport amatoriale.

 

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 sono ufficialmente iniziate il 6 febbraio 2026 con un dettaglio simbolico potentissimo: due bracieri, uno a Milano e uno a Cortina d’Ampezzo, accesi in parallelo (una prima volta assoluta per i Giochi).

Bellissimo, sì. Ma la parte più utile per chi fa sport “normale” (palestra, sci nel weekend, corsa, calcetto, bici…) è questa: gli atleti non si allenano solo sul gesto sportivo. Si allenano su prevenzione, recupero e carico.

Qui sotto trovi 5 abitudini “olimpiche” che, in versione semplice, funzionano davvero.

 

1) Riscaldamento breve, ma intelligente (non “due saltelli e via”)

Non serve mezz’ora. Serve una sequenza sensata che prepari articolazioni e sistema nervoso al gesto che si dovrà andare a compiere e che, quando possibile, dovrebbero essere differenti per ogni singola disciplina.

 

Mini-routine 6–8 minuti

  • 60–90” camminata veloce / cyclette leggera
  • mobilità: caviglie + anche + torace (1 minuto totale)
  • attivazione: 2 giri di squat a corpo libero (8) + affondi corti (6+6) + plank (20”)

Obiettivo: iniziare l’attività con controllo, non con “spinta a freddo”.

Lo staff di Area Fisio è in grado di darti un programma dedicato e personalizzato secondo esigenze e obiettivi

 

2) Il vero fattore rischio è la fatica (quando la tecnica si sporca)

Molti infortuni arrivano in allenamento quando sei stanco e inizi a:

  • atterrare “pesante”
  • perdere equilibrio in curva
  • irrigidire collo/spalle
  • compensare con la schiena

Regola pratica: se ti accorgi che il gesto cambia, quello è il segnale per rallentare il ritmo e l’intensità (non per “stringere i denti”).
È una strategia da atleti: proteggi il gesto, proteggi il corpo.

Se non lo sai esistono tecniche e tecnologie che possono supportarti anche in questa fase per ottimizzare il recupero funzionale.

 

3) Propriocezione: non è “riabilitazione”, è performance

Equilibrio e controllo motorio non servono solo “dopo un infortunio”: servono per non farselo venire.

Mini-routine 3 minuti (3 volte a settimana)

  • 30” equilibrio su una gamba (dx/sx)
  • 30” equilibrio + movimento braccia (dx/sx)
  • 30” squat su una gamba assistito (dx/sx)
  • Ripetere l’intera sequenza ad occhi chiusi

Pochissimo tempo, ma impatto enorme su caviglia, ginocchio e anche.

Gold Standard può essere poi rappresentato da un programma sofisticato di Riabilitazione Posturale Propriocettivo che nel nostro Centro viene proposto utilizzando le peculiari caratteristi di DELOS Postural & Proprioceptive System.

 

4) Carico progressivo: il corpo ama la gradualità (anche se tu no)

Il classico errore “da febbraio”:

“Sto bene, oggi spingo.”

Tendini e articolazioni si adattano, ma con tempi diversi. Quindi la regola d’oro è:
aumenti una cosa alla volta (durata oppure intensità oppure frequenza).
Se aumenti tutto insieme, spesso non “migliori”: accendi un dolore.

Sai quanto possono essere utili le contrazioni eccentriche in questa fase preventiva?

 

5) Recupero attivo: il riposo totale non è l’unica risposta

Recuperare non vuol dire “zero movimento”. Vuol dire:

  • movimento leggero + mobilità
  • sonno e idratazione decenti
  • gestione dei carichi nei giorni successivi

E se c’è dolore/infiammazione, un supporto sensato può essere dato delle terapie Fisiche mirate per ogni singolo disturbo come Tecar Terapia, Limfa, Thermoshock o FisioTone da inserire, ovviamente in un progetto terapeutico più ampio (non come bacchetta magica).

 

 

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In Area Fisio possiamo impostare una valutazione e una strategia fatta di test, esercizi mirati, progressione del carico e recupero, così da allenarti meglio e rischiare meno.

A cura di Dario Villa.

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