La tenosinovite stenosante dei flessori delle dita, conosciuta ai più come dito a scatto è una patologia infiammatoria che interessa i tendini flessori delle dita i quali, a loro volta, sono circondati da una sottile guaina sinoviale che forma un canale dentro al quale scorre il tendine stesso.
La sindrome del tunnel carpale è una neuropatia periferica che può generare formicolii, intorpidimento e dolore alla mano e al braccio; è dovuta alla compressione del nervo mediano che decorre lungo il braccio e raggiunge le dita passando all’interno di uno stretto canale (il tunnel carpale appunto) presente a livello del polso.
La tenosinovite stenosante dei flessori delle dita, conosciuta ai più come dito a scatto è una patologia infiammatoria che interessa i tendini flessori delle dita i quali, a loro volta, sono circondati da una sottile guaina sinoviale che forma un canale dentro al quale scorre il tendine stesso.
Una frattura alla mano, può coinvolgere qualsiasi osso presente nella mano. Si verifica quando un osso o più ossa si rompono o si incrinano, spesso in seguito a caduta o ad attività sportiva
L’edema (noto anche come idropisia o ritenzione di liquidi) è il gonfiore causato dall’accumulo di abnormi quantità di liquido linfatico nei tessuti. Il gonfiore riguarda più spesso gli arti inferiori – caviglie, piedi e gambe – ma può interessare anche il viso e le mani.
Come si diagnostica
La presenza di edema è facilmente verificabile dal paziente stesso soprattutto mettendo a confronto le due mani. In alcuni casi la presenza di edema bilaterale in assenza di traumi pregressi, porterà il medico competente a fare una diagnosi differenziale più mirata
Le cause principali
Ridotta attività motoria della mano a seguito di lavori statici
cambiamenti ormonali durante il ciclo mestruale e la gravidanza
infezioni o lesioni o traumi
vene varicose
disfunzioni dei canali linfatici (linfedema)
allergie alimentari o punture di insetti, l’uso di alcuni farmaci
malattie a carico di reni, cuore, fegato e tiroide
consumo di cibi salati
Come si cura
Occorre una valutazione dal proprio Medico di riferimento per approfondire l’origine del problema ed affidarsi, nel caso ad un medico specialista nello specifico settore. Epatologo, endocrinologo o cardiologo, piuttosto che alimentarista o traumatologo/fisioterapista.
Le forme più lievi di edema tendono a regredire spontaneamente. Le forme più accentuate possono essere trattate mediante il ricorso all’impiego di farmaci diuretici (sotto controllo medico). Altre opzioni possono comunque essere prese in considerazione per il trattamento dell’edema:
applicare bendaggi compressivi sugli arti gonfi per stimolare il riassorbimento del liquido in eccesso;
ridurre l’uso del sale nell’alimentazione;
indossare guanti compressivi; sottoporsi a trattamenti che favoriscano il drenaggio dei liquidi.
Come si cura in Area Fisio
In Area Fisio abbiamo un programma dedicato che prevede l’uso notturno/diurno di guanti Incrediwear + un ciclo di 10 sedute di LIMFA Therapy con un programma antinfiammatorio, antidolorifico e soprattutto antiedema.
Viene poi valutata con attenzione la mobilità della mano e, nel caso, pianificato un ciclo di rieducazione funzionale.
In Italia circa 3 milioni di donne soffrono di incontinenza urinaria, un disturbo caratterizzato dalla perdita involontaria di urina.
A seconda delle caratteristiche con cui si presenta, l’incontinenza urinaria si differenzia in:
incontinenza da sforzo o da stress: perdita involontaria di urina a seguito di uno sforzo (es. colpo di tosse, starnuto, salto)
incontinenza da urgenza: perdita involontaria di urina successiva a un impellente desiderio di urinare
incontinenza mista: entrambe le forme in modo associato
Sebbene possa sembrare un disturbo che compare con l’aumento dell’età, in realtà può colpire qualsiasi donna, tanto che il 20% circa della popolazione femminile affetta ha meno di 30 anni.
La causa principale dell’incontinenza urinaria è dovuta a una disfunzione del pavimento pelvico.
L’incontinenza urinaria è una condizione fortemente stressante, poiché va a intaccare la sfera intima della persona; per questo motivo è definita come “disturbo silenzioso”, perché spesso le donne affette pensano che sia normale o non si rivolgono agli specialisti.
In realtà è possibile trattare e risolvere l’incontinenza urinaria, attraverso un percorso dedicato con un professionista del settore, studiato ad hoc sulle necessità della persona.
Il primo passo è caratterizzato da una valutazione del pavimento pelvico con un professionista esperto, che individuerà eventuali cause di incontinenza urinaria e indagherà eventuali stili di vita scorretti.
Successivamente verrà impostato, in accordo con la persona, il trattamento più adeguato, mediante l’utilizzo di diverse tecniche, tra cui la fisiokinesiterapia, ovvero l’esecuzione di esercizi, sia in ambulatorio che a domicilio, atti a rinforzare il pavimento pelvico e a prendere coscienza dello stesso, e stimolazioni ambulatoriali attraverso l’impiego di una nuova tecnologia altamente avanzata (FisioTone) – un campo magnetico pulsato e focalizzato ad alta intensità e non invasivo (non è necessario rimuovere l’abbigliamento).
Di pari passo con i trattamenti verranno effettuati controlli continui del benessere e dei progressi della persona, e al termine seguirà una valutazione finale con una proposta di un progetto di mantenimento della terapia.
La vulvodinia è una condizione caratterizzata da dolore cronico generalizzato o localizzato che interessa la regione vulvare.
Tra i sintomi della vulvodinia emergono bruciore, dolore, irritazione, sensazione di gonfiore, e vanno da un lieve fastidio ad un dolore molto intenso, talvolta debilitante.
Pur essendo una patologia molto frequente (colpisce circa il 15% delle donne), può essere diagnosticata tardivamente, in quanto fortemente sottostimata; infatti è considerata una patologia “invisibile” e molto complessa da affrontare.
Le cause della vulvodinia sono molteplici, ma spesso, la principale è uno stato infiammatorio prolungato e persistente, causato da un’iperattività dei mastociti, cellule del sistema immunitario.
Tra le altre cause figurano l’ipercontrattilità dei muscoli del pavimento pelvico, lesioni del nervo pudendo (il nervo che innerva il pavimento pelvico) dovute a traumi o parto, infezioni vaginali o urinarie ricorrenti, iperstimolazione delle terminazioni nervose responsabili della percezione del dolore, alterazioni genetiche, traumi derivanti da rapporti sessuali, interventi ginecologici e stili di vita scorretti.
Il primo passo nel trattamento della vulvodinia comprende una valutazione del pavimento pelvico con un professionista esperto, che individuerà il problema attraverso una visita ginecologica associata all’anamnesi per individuare le cause. Successivamente verrà impostato, in accordo con la persona, il trattamento più adeguato, mediante l’utilizzo di diverse tecniche, tra cui l’esecuzione di esercizi di rilassamento della muscolatura pelvica e di propriocezione del pavimento pelvico, e stimolazioni ambulatoriali attraverso l’impiego di una nuova tecnologia altamente avanzata (FisioTone) – un campo magnetico pulsato e focalizzato ad alta intensità e non invasivo (non è necessario rimuovere l’abbigliamento). Di pari passo con i trattamenti verranno effettuati controlli continui del benessere e dei progressi della persona, e al termine seguirà una valutazione finale con una proposta di un progetto di mantenimento della terapia.
“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.” – San Francesco d’Assisi
… in Area Fisio ci credo, ci crediamo!
Non sappiamo fare miracoli, ma sappiamo anche che non sempre servono per migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti.
Quante volte abbiamo sentito parlare di una disfunzione come di una “sentenza”, e quante volte siamo “ricorsi in appello” con la nostra abilità e con la nostra tecnologia realizzando risultati importanti e sorprendenti?
Tante volte da giustificare la volontà continua d’investire per migliorarci perché, nel mondo della riabilitazione ci sono spesso soluzioni e risposte che non si trovano solo per la mancanza della voglia di cercarle e della disponibilità dei mezzi necessari per raggiungerle!
Vi presentiamo quindi l’ultimo “nato” nella nostra famiglia: FisioTone.
CAMPO MAGNETICO PUSALTO e focalizzato ad alta intensità
uno dei ritrovati tecnologici più innovativi e potenti con i suoi 30.000 Gauss e 3 Tesla di potenza.
Sistema d’induzione magnetica che riattiva, e potenzia, la funzione cellulare, utilizzabile con importanti risultati nel settore della fisioterapia, della medicina estetica e della ginecologia grazie alle stimolazioni generate tra i tessuti periferici e il tessuto nervoso centrale, capaci di produrre effetti terapeutici.
Il particolare campo magnetico generato da Fisio Tone produce stimolazioni (fino a 36.000 contrazioni muscolari per seduta di trattamento),
Sicuro, privo di effetti collaterali (fatte salve le comuni contrindicazioni come presenza di mezzi di sintesi e stimolatori elettrici), contact free (operatore indipendente), igienico (nessun contatto diretto dell’elettrodo terapeutico che viene posizionato sopra ai vestiti).
Quest’apparecchiatura potente e duttile viene utilizzata nel Centro in modo esteso ottimizzando al meglio tutte le sue potenzialità, grazie alla competenza tecnica dei fisioterapisti tutti specificamente formati.
Area Fisio Riabilitazione
Il trattamento del dolore acuto e cronico e soprattutto la stimolazione della resistenza (tonificazione) e della trofia (dimensione) muscolare, rappresentano alcuni degli aspetti più utili e necessari nel mondo della riabilitazione.
Tra le disfunzioni trattabili possiamo citare: traumi distorsivi, meniscopatia, tendinopatia, sdr algodistrofica, fascite plantare, tunnel carpale, lesioni muscolari, ipotrofia muscolare, spasticità in emiplegia post ictus, sclerosi multipla (in osservazione), etc
In Italia, oltre 3 milioni di donne (nel 20% prima dei 30 anni) soffrono d’incontinenza urinaria (piccole perdite d’urina), chiamata spesso la “malattia silenziosa” perché molte ne soffrono ma poche ne parlano, e quasi il 20% delle donne oltre i 50 aa soffre di vulvodinia (sindrome caratterizzata da un disturbo o bruciore vulvare in assenza di patologie visibili o di disfunzioni specifiche).
Lavora in sinergia con alla valutazione e alle indicazioni della Specialista di riferimento, con la discrezione, la potenza e l’affidabilità di un partner sicuro affiancando in modo personalizzato le indicazioni degli esercizi domiciliari suggeriti.
Privo di effetti collaterali (fatte salve le comuni contrindicazioni come presenza di mezzi di sintesi e stimolatori elettrici), contact free (operatore indipendente), igienico (nessun contatto diretto dell’elettrodo terapeutico che viene posizionato sopra ai vestiti
Uno dei due pilastri che sostengono il programma “Total Sculpt” in collaborazione con la Baldan Medical Division Group, insieme a Power Shape 2 con funzione snellente e rimodellante.
Il particolare campo magnetico generato produce stimolazioni, che, a seconda della frequenza utilizzata posso generare un’apoptosi (morte cellulare programmata) delle cellule adipose o una tonificazione delle fibre muscolari sottostanti il tessuto trattato per evitare, o ripristinare, il cedimento dei tessuti a seguito del “dimagrimento” localizzato prodotto con Power Shape2.
2 macchinari e 2 tecnologie, pensate e studiate per snellire, rimodellare e tonificare i distretti desiderati (addome/fianchi, cosce/glutei o braccia) dando forma e benessere psico-fisico alle nostre – e ai nostri – pazienti.
Continuiamo con il parallelo Fisioterapia / Ristorante.
Se figura fondamentale in un ristorante è il cuoco, primo responsabile delle portate che vengono servite ai tavoli, che si forma alla Scuola Alberghiera o con appositi corsi di Specializzazione per destreggiarsi nei tanti piatti della tradizione nazionale /o internazionale, in un reparto di Fisioterapia il motore è il Fisioterapista, possessore di un titolo di Laurea Sanitaria (dottore in Fisioterapia) che deve saper coniugare in modo efficace, conoscenze scientifiche (studio delle metodiche riabilitative), conoscenze tecnologiche (utilizzo delle tecniche più moderne ed efficaci) e rapporto proficuo con ogni singolo paziente (aspetto psicologico/fiduciario durante il processo riabilitativo)
Secondo la definizione del Ministero della Salute, è quella figura professionale dell’area sanitaria che: in autonomia o in equipe decide per il trattamento riabilitativo.
Il cuoco sarà invece chiamato a dimostrare le proprie capacità attingendo prima alla formazione scolastica, poi a quella acquisita negli anni con i corsi di specializzazione e al servizio di colleghi più esperti, per giungere in fine a coniugare conoscenza, innovazione e intuizione per creare, proprio come il fisioterapista, la propria professionalità da mettere al servizio dei propri clienti/pazienti.
Un cuoco deve saper cucinare per tutti i palati, carne o pesce, primi o dessert, anche se poi nel corso di una carriera troverà una collocazione/specializzazione che lo porterà ad essere di riferimento soprattutto per alcuni piatti.
Il fisioterapista approfondirà a sua volta la sua esperienza nei disturbi osteo muscolo scheletrici, piuttosto che neurologici. Avrà la possibilità di dedicarsi in modo più specifico a fasce anagrafiche differenti, bambini, adulti o anziani, e di diversa tipologia d’attività: sedentari o sportivi. Utilizzerà specifiche tecniche di terapia manuale e perfezionerà l’uso di metodiche e apparecchiature. Anche in questo caso, quindi, potrà costruirsi una specifica nicchia di competenza e di referenziabilità.
Facciamo alcuni esempi:
Recupero funzionale distrettuale. Es recupero del movimento dopo chirurgia locale o trauma
Recupero funzionale più generale. Es. recupero del movimento della colonna rigida o instabile
Recupero funzionale del gesto quotidiano o sportivo. Es. traumi articolari o da movimenti ripetuti
Recupero muscolare a seguito di immobilizzazione. Es. allettamento post trauma o post-chirurgico
Recupero funzionale dell’apparato cardiovascolare e respiratorio. Es. post infarto e deficit polmonari
Terapie Antinfiammatorie. Es. sofferenze muscolari, tendinee, capsulari o articolari
Recupero posturale e del movimento. Es. scoliosi, iper o ipo cifosi, recupero del cammino e della corsa
Dinamizzazione delle retrazioni muscolo tendinee a seguito di sofferenze neurali centrali o periferiche
Ottimizzazione del cammino e minimizzazione del deficit in ambito neurologico
Questi sono solo alcuni semplici piatti, ops, esempi di quelle che sono le competenze di un fisioterapista.
Come in tutte le professioni ci sono rappresentati di tutti i livelli e capacità, cuochi o fisio che siano.
Due condimenti non devono però essere mai dimenticati: passione e amore per quello che si fa per gli altri, una ricetta vincente su tutte le tavole e lettini!
Spesso mi vengono fatte delle domande che mi fanno pensare che fisioterapia e fisioterapista siano termini noti, ma non sono del tutto chiari per molti. Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza!
Fisioterapia:
Dal greco fisio = naturale e terapia = trattamento
è quindi una branca delle professioni sanitarie che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da patologie, prevalentemente in ambito muscoloscheletrico e neurologico, attraverso differenti tipi d’interventi terapeutici, con la finalità di ripristinare la corretta funzionalità dei distretti interessati e del controllo motorio.
Cerchiamo di approfondire insieme facendoci aiutare da un parallelo con un’altra realtà che invece non necessita chiarimenti… il Ristorante!
Sono però entrambi termini generici.
Al ristorante si va per mangiare, in fisioterapia si va quando sia ha un’infiammazione o una limitazione fisica.
Nei ristoranti si servono diversi piatti, così come in ogni fisioterapia vengono offerti diversi trattamenti.
Le portate in un ristorante sono ad esempio: antipasti, primi, secondi, contorni, ecc… in fisioterapia “serviamo”: terapia manuale, terapie fisiche, riabilitazione posturale, rieducazione del passo… e così via.
Però si può, e si deve, differenziare ulteriormente, se non tutti i primi sono risotto, non tutta la fisioterapia sono massaggi…
Ci sono diversi tipi di terapie fisiche come la tecar, il laser, le applicazioni magneto elettriche; diverse terapie manuali come mobilizzazioni, massaggi, manipolazioni, trattamenti segmentari o globali, c’è la postura che si recupera con esercizi attivi o con l’utilizzo di apparecchiature dedicate, c’è la rieducazione del passo e della corsa che prevedono indicazioni ed esercizi di carico e coordinazione…
Detto questo, così come nel ristorante c’è lo chef che utilizza tutti gli ingredienti a sua disposizione per preparare i piatti migliori per i suoi clienti, così in fisioterapia c’è il fisioterapista che utilizza tutte le tecniche e gli strumenti a sua disposizione per raggiungere gli obiettivi terapeutici migliori per i suoi pazienti.
Ma questo è quello di cui parleremo nel prossimo articolo…
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